Mio figlio ha attualmente 7 mesi ad inizio svezzamento abbiamo scoperto una grave forma di allergia alle proteine del latte. C’è un rallentamento nella crescita. Cosa sbagliamo?

Posto che la valutazione specifica del caso è importante rimanga in mano al/la Pediatra di Libera Scelta e al/la Specialista Allergologo/a, che possono monitorare la clinica, l’accrescimento e gli esami ematochimici, possiamo dare delle indicazioni di massima sulla gestione di un’allergia che, in sostanza, non differisce da altre allergie. L’accorgimento principale consiste nell’ “Avoidance”, l’evitamento: accertarsi che nei prodotti che proponiamo al lattante non compaiano latte o derivati. Questo significa controllare sempre le etichette, non esporre il lattante a cibi potenzialmente contaminati (es. piatti del ristorante, prodotti del panettiere, …) ed evitare le possibili reazioni crociate (altri latti animali, come capra, asina eccetera). È poi importante portarsi sempre dietro il presidio d’emergenza che vi hanno prescritto, l’adrenalina, e sapere come somministrarlo. Oltre a questi accorgimenti, visto che nel latte vaccino sono contenuti nutrienti importanti, è importante garantire al lattante grassi, proteine, minerali e vitamine, e quindi proseguire con l’allattamento materno e far sperimentare cibi grassi e proteici, come carne, pesce, uova, legumi, frutta secca (solo se opportunamente triturata o sotto forma di burro/olii), ma anche somministrare latti vegetali arricchiti con vitamine e minerali propri del latte vaccino. In sostanza, è possibile introdurre, anche se con prudenza, cibi variegati, importanti per la crescita e lo sviluppo del bambino